“Lavorare sugli spazi vuol dire lavorare sull’essenza della detenzione. Non è un problema di metri quadrati”, spiega Marella Santangelo, Ordinario di Composizione architettonica e urbana e delegata al Polo Universitario Penitenziario (PUP) dell’Università Federico II di Napoli. L’architetto da anni indaga un tema fondamentale per la dignità umana, quello dello spazio in carcere. Secondo la docente non è solo la quantità ma anche la qualità dello spazio del carcere a determinare o meno l’azione della detenzione sul singolo e quindi sulla collettività.
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